EUROPOLIS – Diario di viaggio


 

Cluj

Sensucht

Proposto dal Teatro ungherese di Cluj, Romania
 

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“Mi sembrava giusto scegliere di parlare di qualcosa che è molto presente nella mia vita e che è molto presente anche nelle vite di alcune persone intorno a me: provando a fare i conti con il territorio in cui ci troviamo e a misurarsi con il desiderio di partire.”

Balazs Bodolai

 

 
Il Teatro ungherese di Cluj fondato nel 1792 è il più antico teatro ungherese in Romania. Si tratta di un teatro stabile interamente sovvenzionato dal Ministero della Cultura romeno. Gli spettacoli sono presentati in lingua ungherese ma, per la natura multiculturale della città di Cluj, tutte le rappresentazioni sono sottotitolate in rumeno, e in certi casi c’è una traduzione simultanea in inglese o francese.
Nel 2007, nel suo 215 anniversario, il teatro ungherese di Cluj ha organizzato con successo la prima edizione del Festival Internazionale di Teatro ‘Interferenze’, con 12 produzioni provenienti da 7 paesi.
Dalla sua adesione all’Unione dei Teatri d’Europa, il Teatro ungherese di Cluj partecipa regolarmente a progetti internazionali. Tra questi dobbiamo citare l’Atelier dei 200, dove l’obiettivo era quello di estendere l’attività del teatro nella sfera civile attraverso 200 cittadini appassionati di teatro che hanno preso il controllo del teatro sotto la guida di giovani attori.
Per le sue importanti relazioni internazionali e per i progetti di cooperazione, rivolgendosi al pubblico molto vario di Cluj e anche grazie al successo del Festival di Teatro ‘Interferenze’, il teatro ungherese di Cluj gioca un ruolo importante nella candidatura della Città di Cluj per il titolo di Capitale europea della cultura nel 2021.
Le sue eccezionali prestazioni di fama internazionale e la sua organizzazione di importanti eventi teatrali contribuiscono a rendere il teatro ungherese di Cluj non solo un’istituzione importante per la comunità ungherese in Romania, ma una delle più importanti istituzioni teatrali per il paese nel suo complesso.

 
 

Graz

My Dear Loved Peoples

Proposto dallo Schauspielhaus Graz, Austria
 

 
Dove porta l’Europa? L’Unione Europea ha ottenuto il premio Nobel per la pace e la riconciliazione, mentre sembra che la moneta comune stia collassando. Da un lato, l’UE cresce, dall’altro, le polemiche sulla forza delle singole identità nazionali aumentano. Where do you go to, my lovely…?
 

 
Lo Schauspielhaus Graz è uno dei teatri austriaci più conosciuti.
E’ un teatro pubblico moderno, che realizza 15 – 20 produzioni in 3 sedi ogni stagione. Sotto la guida del direttore artistico ed esecutivo Anna Badora dal 2006, il teatro ha affinato con successo il suo profilo, richiamando a sé attori e registi di fama internazionale.
E’ stato posto un forte accento sulle collaborazioni internazionali compresi gli scambi di artisti (come Anna Badora aveva già fatto a Düsseldorf).
Un progetto importante nel 2008 è stato “Il blog del Teatro” un progetto teatrale basato su Internet, che coinvolge sei paesi dell’Europa centrale e orientale. Questo progetto è stato sovvenzionato dal Programma Europeo Cultura 2007-2013, ed è stato invitato alla conferenza “Cultura in movimento” a Bruxelles nel 2009.
La partecipazione ogni anno a festival importanti, come ad esempio il Berliner Theatertreffen, il Salzburger Festspiele, il Kaltstart Festival Hamburg e il Festival NET a Mosca.
Diverse nomination e l’assegnazione del premio annuale di teatro “Nestroy”. Nel maggio 2011 lo Schauspielhaus Graz ha vinto il premio di teatro “Golden Mask” a Mosca per la produzione di Viktor Bodó di The Hour We Knew Nothing of Each Other di Peter Handke, nella categoria “miglior produzione straniera del 2010″. Negli anni precedenti, questo premio era andato, tra gli altri, a Robert Lepage, Alvis Hermanis, Michael Thalheimer e Pina Bausch.
Lo Schauspielhaus Graz è membro dell’UTE (Unione dei Teatri d’Europa).

 
 

Mosca

Monologo da I coniugi Orlov

Proposto dal Teatro Maly di Mosca, Russia
 

 
“I personaggi di Gorky hanno un sogno più interessante: sono assetati di ‘vita’, e per questo hanno bisogno di una libertà senza limiti e non si sottomettono a nessuno.
La storia (di Grigory Orlov e di sua moglie) parla del doloroso e difficile risveglio della coscienza sociale nel popolo delle masse nazionali, della loro ricerca di un proprio destino, delle loro aspirazioni inconsistenti, dei residui del vecchio mondo nella loro coscienza.”

Alena Kolesnikova

 

 
Il Teatro Maly è uno dei simboli di Mosca. La sua storia è inseparabile da quella della città. Il teatro occupa una delle più belle piazze di Mosca ed è uno degli elementi più antichi del suo insieme. Il progetto della piazza ai deve allo straordinario architetto e artista Osip Bove e al mercante Vasily Vargin. Fu proprio in questa sede che il 14 ottobre 1824 andò in scena la prima produzione della compagnia del Teatro Maly e che ha continuato ad andare in scena per quasi 190 anni.
Il Teatro Maly è sempre stato apprezzato dai moscoviti. La platea del Teatro Maly celebra Nikolay Gogol, Lev Tolstoj, Anton Cechov, Vissarion Belinskiy, Ivan Turgenev e molte altre personalità che hanno glorificato la cultura russa. Il Teatro Maly, con il suo repertorio eroico in cui brillavano attori del calibro di Pavel Mochalov, Alexander Lenskiy, Alexander Yuzhin e naturalmente la grande Maria Ermolova, era incredibilmente popolare tra gli studenti di Mosca.
Il Teatro Maly era considerato la seconda Università di Mosca. I cittadini amavano incondizionatamente anche il repertorio “nazionale”, indissolubilmente legato al nome di uno dei più celebri abitanti della zona Zamoskorechie: Alexander Ostrovskij. Negli abitanti il drammaturgo trovò molte tipologie di eroe a cui regalò la parlata moscovita. Durante l’era sovietica la caratteristica parlata moscovita, la lingua dei “prosvirns” ovvero gli umili, che Alexander Pushkin esortava ad ascoltare, poté essere ascoltata solo sul palcoscenico del Teatro Maly.

 
 

Oslo

The Jacket (La giacca)

Proposto dal Teatro Nazionale di Oslo, Norvegia
 

 
“In un primo momento avrei voluto fare qualcosa di molto sperimentale e sono stata a lungo alla ricerca di un testo, ma ce ne sono così tanti ed è così difficile sceglierne uno. Così, invece, ho deciso di fare qualcosa di personale ed è finita con questo, che ho scritto io e che parla della vita in una società laica, occidentale.”

Birgitte Larsen

 

 
Inaugurato nel 1899, il Teatro Nazionale di Oslo è uno dei più grandi teatri della Norvegia. Fondato durante un periodo di alta tensione politica, che ha preceduto la separazione della Norvegia dalla Svezia – culmine di un processo che comportò la dissoluzione dell’Unione tra la Norvegia e la Svezia nel 1905 – il Teatro è stato pensato per promuovere la drammaturgia e gli artisti norvegesi.
Il famoso International Ibsen Festival – che vede all’opera registi norvegesi e da tutto il mondo impegnati nella messinscena di testi ibseniani – è una significativa testimonianza dell’impegno del Teatro nei confronti della sua tradizione, valorizzata attraverso produzioni di attualità e innovative. Inoltre mostra la determinazione e la capacità del Teatro di ricoprire un ruolo sulla scena artistica internazionale, dando spazio al lavoro di grandi ed eccellenti figure teatrali nazionali ed internazionali.
Un altro evento fondamentale nella vita del Teatro è il Festival ICON, un festival internazionale di teatro contemporaneo che si svolge ogni due anni, in alternanza con il Festival Ibsen. Con registi e artisti acclamati e provenienti da tutto il mondo a presentare i loro spettacoli presso il Teatro Nazionale di Oslo, sia all’interno del programma della stagione o come parte del Festival – Rimini Protokoll, Anders Paulin, Oskaras Korsunovas, Heiner Goebbels, La Woocester Group, Romeo Castellucci e altri.
L’NTO sta divenendo uno dei teatri più importanti in Europa. La direttrice Hanne Tømta, formatasi all’Accademia statale d’arte e teatro di San Pietroburgo, ha diretto il Teatro Rogaland a Stavanger (Norvegia) dal 2005 al 2008, prima di essere nominata direttrice presso il Teatro Nazionale di Oslo nel 2009.
 
L’immagine mostra uno dei miei rapporti con la città: il Teatro Nazionale. È un luogo importante per me, che si trova nel centro di Oslo. Ibsen ha una cravatta rossa. Io ho lavorato lì per dieci anni, più o meno, e finora è stato il mio posto più stabile in città.

 
 

Porto

Pedro

Proposto dal Teatro Nacional São João di Porto, Portogallo
 

 
“Don Pedro e Donna Ines rappresentano una delle più forti e romantiche storie d’amore che il Portogallo abbia mai avuto nella sua storia. Sono il ritratto di un amore perduto, di una passione travolgente. Un padre che cospira in una società piena di gerarchie e una storia d’amore che ha una forte presa ancora oggi e ha influenzato la nostra vita quotidiana.”

Luis Puto

 

 
Il Teatro São João ospita la sede del Teatro Nacional São João E.P.E., ente che controlla anche il Mosteiro São Bento da Vitória e il Teatro Carlos Alberto, istituzioni culturali con funzioni diverse e complementari nel centro di Porto.
L’edificio attuale ha sostituito l’originale Teatro de São João, il primo teatro lirico della città, costruito alla fine del XVIII secolo nel centro storico di Porto.
La relazione fra il Teatro e la città si fonda sull’offerta di servizi pubblici, principalmente attraverso la presentazione (nei 3 edifici della rete TNSJ) di un programma artistico che, seguendo un modello di eccellenza artistica e tecnica, mira a raggiungere un pubblico vasto, di tutte le classi sociali e fasce d’età. Oltre alle sue regolari attività, il Teatro Nacional de São João propone iniziative che, insieme al programma, contribuiscono al coinvolgimento e alla formazione non solo degli abitanti della città, ma di tutti.
È inoltre importante evidenziare il ruolo estremamente vitale che il TNSJ sta giocando in qualità di struttura culturale di riferimento nella città di Porto e nell’area settentrionale del paese, attirando un notevole pubblico e un grande numero di autori e compagnie internazionali in questa regione – grazie a diversi festival nazionali e internazionali che sono stati organizzati nel corso della sua esistenza, ad esempio: Po.N.T.I, 13th Festival da UTE, Portogofone, Dancem! e ODISSEIA; questi festival hanno avuto un impatto a livello locale in diversi campi e hanno contribuito alla costruzione dell’immagine di Porto come spazio creativo, che i turisti portano con sé quando tornano a casa.
Il 10 luglio 2012, il Teatro Nacional de São João è stato elettro patrimonio storico-culturale. Attualmente, l’esterno è interessato da lavori di restauro e recupero, affinché possa essere restituito alla città di Porto in tutta la sua magnificenza.

 
 

Salonicco

Monologo di Elettra

Proposto dal Teatro Nazionale della Grecia del Nord, Salonicco
 

 
“Elettra parla delle sciagure che si sono abbattute sulla sua famiglia e ci riporta all’inizio del mito, riferendosi alla cena in cui Tieste ha mangiato la carne dei suoi figli, uccisi, massacrati e cucinati dalle mani di suo fratello Atreo. Il cerchio di sangue che è stato aperto e non si è ancora richiuso, descrive la storia d’Europa… solo che non sappiamo se alla prossima cena noi saremo seduti a tavola o nel piatto.”

Aglaia Katsiki

 

 
Il Teatro Nazionale della Grecia del Nord, con sede a Salonicco, è stata fondato il 13 Gennaio del 1961 e ha inaugurato la sua attività nell’estate dello stesso anno con Edipo Re di Sofocle al Teatro Antico di Filippi. Il suo primo presidente fu lo scrittore Giorgos Theotokas e suo primo direttore Sokratis Karantinòs. Nel dicembre 1961, l’ NTNG ha rappresentato i suoi spettacoli a Salonicco, presso il Teatro Reale (Vassiliko Theatro), mentre nell’autunno 1962, viene posto nel nuovo edificio della “Società per gli studi macedoni”. Dal momento della sua istituzione, il suo obiettivo è stato la presentazione di opere delle drammaturgia greca e mondiale, la realizzazione di tournée nel nord della Grecia e in tutto il paese, la produzione di opere e di rappresentazioni classiche nei teatri antichi all’aperto, oltre ad eventi culturali in relazione al teatro e all’arte.

NTNG stato il primo teatro in Grecia che ha istituito spettacoli di repertorio. Allo stesso tempo, ha organizzato cicli di matinée letterari. Dal 1973, la Scuola di Teatro del NTNG offre una formazione teatrale ed artistica completa e gratuita costituendo un vivaio di giovani attori.

 
 

Sofia

Monologo di Teodoro

Proposto dal Teatro Laboratorio Sfumato di Sofia, Bulgaria
 

 
“Il protagonista di Medea, My Mother si precipita in questa avventura con la voglia dei ricercatori di antiche civiltà. Il ritorno alle radici, all’archetipo nasce dal rifiuto verso il comfort della moderna civiltà orientata al consumo, verso i suoi modelli che ci privano di individualità. Il fuggire è già una sfida.”

Boyko Krastanov

 

 
SFUMATO nasce nel 1989 da un’idea dei registi Margarita Mladenova e Ivan Dobchev. È stato progettato per essere un laboratorio, un territorio di ricerche teatrali – e propone come una strategia creativa a lungo termine, guidata dalla convinzione che l’arte e la spiritualità hanno una natura comune. “Sfumato” (termine che indica una tecnica pittorica in cui gradazioni di luci e colori si fondono impercettibilmente) cerca le intersezioni fra il “qui” e “l’altrove”, l’”ora” e il “sempre”; rivela il non teatrale nel teatrale; mostra l’invisibile attraverso il visibile e analizza le opposizioni degli archetipi. Sfumato ha intrapreso progetti a lungo termine intorno ad autori e soggetti, e compie “spedizioni preliminari” per accumulare materiale scientifico con il sostegno di un ampio numero di esperti – filosofi, scienziati, teologi, psicologi, etc. Il workshop costituisce il modello base della vita creativa, all’interno di Sfumato. Attraverso la sua programmazione parallela e il suo festival annuale, “The Small Season”, si apre ad oltre una dozzina di progetti realizzati da giovani artisti professionisti. Intrattiene inoltre rapporti con un’ampia cerchia di partner stranieri, oltre 300 rappresentazioni in tournée e una dozzina di workshop fra Europa, Giappone e Corea. Dal 1994, Sfumato è stato istituito Teatro Nazionale con lo status di teatro d’innovazione. Abbandonando una lunga “vita nomade”, con numerosi cambi di collocazione dovuti a ragioni commerciali, dal 2003 Sfumato ha fissato la propria sede in un antico stabilimento termale, la cui ricostruzione rientra in un preciso progetto architettonico. La struttura comprende tre auditorium di 180, 50 e 30 posti.
 
Hagia Sophia è il nome di una santa che porta con sé l’idea della fede, della speranza e dell’amore. Queste sono tutte manifestazioni dell’invisibile, dello spirito. Sfumato ha voluto prendere da Leonardo Da Vinci la propensione ad andare oltre il visibile, di ‘sfumare’ le linee visibili della realtà per raggiungere l’invisibile. Il nostro motto tratto da Odilon Redon, afferma: “La logica del visibile al sevizio dell’invisibile.”

 
 

June 24/30

Monologo polifonico dell’ISO THEATRE

Prodotto dalla Unione dei Teatri d’Europa , l’Accademia di Recitazione del Baden-Württemberg , il Teatro di Roma
 

Quando gli attori europei dell’ISO Theatre hanno iniziato a riflettere sul modo in cui potevano parlare di Europa tutti insieme, si sono ben presto resi conto che sarebbe stato impossibile per loro di portare in una sola voce la loro varietà di esperienze e sensibilità.
Tutti loro avevano priorità diverse, prospettive diverse, diversi punti di vista sull’Europa e questo non può essere riassunto in un solo discorso omogeneo. Così, la polifonia è sembrata il solo modo, e il più adatto, per parlare di Europa unendo – senza negare le singole identità – la varietà delle loro voci.
Usando le loro diverse esperienze come materiale creativo, gli attori dell’ ISO hanno deciso di iniziare da chi erano e da cosa volevano dire, convinti che parlando de se stessi in un modo che fosse insieme personale e collettivo/ disordinato e armonico/ frammentato e connesso, fosse già parlare di Europa.

 

 
L’ISO Theatre, International Super Objective Theatre, è un collettivo di giovani attori europei provenienti da Bulgaria, Romania, Grecia, Portogallo, Israele, Italia e Francia. Si sono incontrati per la prima volta presso il Maly Drama Theatre di San Pietroburgo in una master class diretta da Lev Dodin, nell’ambito dell’Accademia Decentrata dell’UTE nel 2012.
La loro lingua, cultura, formazione teatrale e anche il modo in cui si rapportano a teatro sono diversi ma essi hanno deciso di esplorare insieme, sul campo, questa Europa della Cultura che provano ad incarnare. E vogliono farlo insieme. Vogliono darle visibilità, concretezza, tangibilità, accettando la sfida di creare insieme, con l’idea che le differenze culturali ci rendano più ricchi.