Pillole di saggezza europea

Per chi si è perso gli appuntamenti della settimana di prologo del Ratto o per chi ha voglia di ricordarli rileggendone qualche estratto… ecco una breve selezione:

 

Giorgio Agamben, Se la feroce religione del denaro divora il futuro, in «la Repubblica», 16 febbraio 2012.

Ma, in quest’epoca troppo vecchia per credere veramente in qualcosa e troppo furba per essere veramente disperata, che ne è del nostro credito, che ne è del nostro futuro? Perché, a ben guardare, c’è ancora una sfera che gira tutta intorno al perno del credito, una sfera in cui è andata a finire tutta la nostra pistis, tutta la nostra fede. Questa sfera è il denaro e la banca – la trapezatespisteos – è il suo tempio.

[…]

Finché dura questa situazione, finché la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni, sarà bene che ciascuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle mani di questi tetri, screditati pseudosacerdoti, banchieri, professori e funzionari delle varie agenzie di rating. E forse la prima cosa da fare è di smettere di guardare soltanto al futuro, come essi esortano a fare, per rivolgere invece lo sguardo al passato. Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto e soprattutto cercando di capire come è potuto avvenire sarà possibile, forse, ritrovare la propria libertà. L’archeologia – non la futurologia – è la sola via d’accesso al presente.

 

George Steiner, Una certa idea di Europa (Parigi)

L’Europa è stata, e viene ancora, camminata. È un elemento fondamentale. La cartografia dell’Europa è il frutto delle possibilità del piede umano, degli orizzonti che ci può far percepire. Uomini e donne hanno tracciato queste mappe, camminando di casolare in casolare, di villaggio in villaggio, di città in città (…)Questo semplice fatto determina la relazione originaria tra l’uomo europeo e il paesaggio. In senso metaforico, ma anche nella realtà, quel paesaggio è stato modellato e umanizzato da piedi e mani. Da La Coruña a San Pietroburgo, da Stoccolma a Messina, in nessun’altra regione del pianeta le spiagge, i campi, le foreste e le colline sono stati plasmati non tanto dal tempo geologico, quanto da quello umano, storico.

 

Elias Canetti, Rutstschuk (Bulgaria)

Rutstschuk era un’antica città portuale sul Danubio, e come tale aveva la sua importanza. A causa del porto aveva attirato persone da ogni parte, e del fiume si faceva un gran parlare. Si raccontava degli anni eccezionali in cui il Danubio era gelato; delle corse in slitta sul ghiaccio fino in Romania; dei lupi famelici che inseguivano i cavalli che trainavano le slitte. Laggiù il resto del mondo si chiamava Europa e, quando qualcuno risaliva il Danubio fino a Vienna, si diceva che andava in Europa.

 

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira (Lisbona, 1936)

Sostiene Pereira che solo in quel momento capì che quella era una festa salazarista, e per questo non aveva bisogno di essere presidiata dalla polizia, e solo allora si accorse che molte persone avevano la camicia verde e il fazzoletto al collo. Si fermò atterrito. Poi si sedette su una panchina, e si lasciò andare ai suo pensieri. O meglio, si lasciò andare alla musica, perché la musica, nonostante tutto, gli piaceva.

 

Pier Vittorio Tondelli, Viaggio

Sono partito, al massimo lancio il motore, avanti avanti attraversare il Po, dentro ai tunnel tra le montagne di Verona, avanti sfila Trento sulla destra e poi Bolzano e poi al Brennero niente frontiere per carità, non mi fermo non mi fermo verso Innsbruck forte forte poi a Ulm, poi via Stuttgart e Karlsruhe e Mannheim, una collina dietro l’altra, da un su e giù all’altro, spicca il volo macchina mia, vola vola, Frankfurt, Köln, forza eddai ronzino mio, ormai ci siamo, fuori Arnhem, fuori Utrecht, ci siamo ci siamo ostia se ci siamo senti il mare? Amsterdam Amsterdam! Son partito chi mi fermerà più.